Si sono conosciuti in Italia in un modo che ora non vi svelo, si sono sposati in Montenegro con fedi e limousine.. di carta. Avevano in comune la passione per l’arte, per la sostenibilità e per i viaggi. Ne è venuto fuori un progetto pazzesco che verrà lanciato tra pochi mesi e che mira a sensibilizzare le persone al problema degli sprechi, anche nell’arte. Lo fanno aprendo le porte di una residenza di montagna e invitando tutti ad andarli a trovare, per condividere le buone pratiche, in primis quella del baratto (che come sapete adoro).

Nella Casa col Forno ospiterete chiunque voglia condividere il vostro stile di vita basato sulla vita senza soldi e sull’arte come scambio. Come è nata l’idea?
La Casa sarà una piattaforma sperimentale per la produzione e il consumo sostenibili. Tutto ciò che verrà prodotto in residenza dovrà servire a qualcosa, altrimenti verrà scambiato (ad esempio con la comunità locale) per ricevere beni utili o verrà riciclato. Il fulcro de La Casa col Forno è soprattutto il problema del disequilibrio tra produzione e consumi in generale, in particolare dell’arte. Invitiamo gli ospiti che verranno a trovarci a a ragionare anche sui propri bisogni quotidiani, per fare in modo che inizino a considerare l’alternativa di una vita più povera e più ricca allo stesso tempo: una cosa che abbiamo appreso grazie al nostro progetto di scambi in giro per il mondo.

Uno dei suoi elementi fondanti sarà il riciclo dell’arte che sottintende una critica alla mercificazione a cui è sottoposta l’arte oggi. Volete spiegare meglio in che cosa consiste?
Viaggiando abbiamo realizzato come siamo sommersi dall’arte, non sappiamo più dove metterla. Ce n’è più di quanta riusciamo a consumare. Sappiamo che quella che viene rappresentata in gallerie e musei è solo lo 0,02%. Il resto occupa magazzini, appartamenti e altri spazi senza acquisire una funzione. Quindi gli ospiti de La Casa col Forno sono invitati a ragionare e ad agire producendo e consumando in maniera sostenibile, anche l’arte.

Dove ci si prenota per venirvi a trovare?
È sufficiente scriverci attraverso il formulario online.

La Casa col Forno l’avete presa in comodato d’uso o è un semplice affitto?
È uno scambio. I proprietari ce l’hanno data per la durata della prima stagione del progetto in cambio di manutenzione.

Come fate a mantenervi attualmente?
In questo momento siamo in pausa e siamo ospiti dai nostri genitori. Di volta in volta organizziamo scambi in spazi pubblici in modo da collezionare quello di cui abbiamo bisogno.

Il vostro è stato un matrimonio molto originale, me lo raccontate?
Ci siamo sposati inaugurando la nostra esibizione nel centro d’arte Dukley di Kotor in Montenegro. Si può dire che sia stato un matrimonio classico con l’auto elegante, il vestito bianco, le fedi, l’interminabile pranzo, la danza sui tavoli, i musicisti ed il fotografo. Tutto, però, rigorosamente al muro in forma di collage. Materialmente noi non avevamo nulla. C’è stata una festa, gli ospiti si sono divertiti e abbiamo piacevolmente ricevuto le congratulazioni, anche se con qualche mese in anticipo rispetto alla firma per la nostra unione legale.

Scommetto che vi siete conosciuti in modo altrettanto originale..
Tramite Bla Bla Car. Ci siamo conosciuti durante il tour di Sergey in Europa con il suo progetto “In Kind Exchange”. Qualcuno gli ha offerto un passaggio in macchina da Torino a Firenze. Su quell’auto c’ero io e al volante mio padre, che mi aveva offerto di accompagnarmi da Torino a Firenze dove mi stavo trasferendo. Così Sergey ha conosciuto prima mio padre, e dopo (poco) me.

Perché avete deciso che fosse il baratto a regolare i vostri scambi quotidiani e non il denaro?
L’esperimento del baratto è stato prima di tutto di Sergey, quando nel 2011 in Cina affitta un appartamento vuoto e un po’ per gioco pubblica un annuncio nel quale offre arte in cambio di cose utili per la casa. Lì conosce una vicina che sta per traslocare e che ha un cavalletto che non usa. Sergey, che ne stava cercando uno, le chiede se lo può tenere in cambio di un suo dipinto. Non le offre del denaro perché sa che quel cavalletto è un regalo e l’idea dello scambio gli sembrava più appropriata. Da quel momento realizza che può pubblicare l’annuncio a cui rispondono in tanti e l’appartamento viene arredato in brevissimo tempo. Riceve sedie, elettrodomestici, il letto, posate, pentole e tutto il necessario. Ma le offerte di scambio continuano a pervenire. Si sparge parola e il progetto di Sergey diventa conosciuto in tutta a Shanghai. Poi le lettere giungono persino da tutto il mondo. Quindi, perché continuare a vivere usando i soldi? Ecco che un comico esperimento diventa un grande progetto.

(A Serjey): prima di incontrare Claudia, hai girato per due anni il mondo. Cosa hai imparato durante questo lungo viaggio?
Ho imparato a fidarmi delle persone, riconoscendo che ognuno di noi può essere gentile, indipendentemente dalla sua origine sociale o geografica. E gli scambi mi dimostrano ogni giorno che l’arte può essere compresa da tutti, l’importante è che sia comprensibile.

(A Claudia): quanto tempo c’è voluto perché decidessi di abbandonare il tuo lavoro di editor per seguire Sergey?
Ho avuto bisogno di poco tempo per capire che sarei dovuta partire. Non perché non mi piacesse il mio lavoro, ma perché sentivo la necessità di mettere in discussione alcuni elementi della mia quotidianità. Non pensavo alle cose in grande, quanto piuttosto alla vita di tutti i giorni. Così ho lasciato il mio lavoro; ma è stata dura. Il contesto sociale in cui viviamo non ammette facilmente percorsi tortuosi.