Nato negli Stati Uniti circa tre anni fa, il movimento riducetariano si appresta alla consacrazione definitiva con il Summit Internazionale organizzato a NYC e con l’uscita di un saggio ora in prevendita che naturalmente ho già ordinato. L’intuizione di questo giovane è molto semplice e forse vincente. Il suo obiettivo è quello di rendere il pianeta più equo, compassionevole e sostenibile unendo il movimento degli ambientalisti, degli animalisti e degli esperti della salute in un unico grande gruppo di esseri umani consapevoli. 

Possiamo definire il Riducetarianesimo uno stile di vita o una filosofia personale?
Per alcuni aspetti è entrambe le cose. Il Riducetarianesimo è una filosofia individuale, ma anche una dieta. Le motivazioni che inducono a moderare il consumo di prodotti di origine animale (ma anche la percentuale di questa riduzione) possono variare notevolmente da persona a persona, eppure siamo tutti uniti da un obiettivo comune: limitare la dipendenza da questi alimenti. L’idea di mangiare meno carne non è un concetto nuovo, gli abbiamo semplicemente dato un nome e costruito una comunità intorno per poterla diffondere.

Quali reazioni susciti tra amici e conoscenti quando parli del movimento riducetariano?
La gente ama l’elasticità di questo regime alimentare perché riconosce quanto sia facile limitare il consumo di prodotti animali senza escluderli totalmente dalla dieta. Apprezzano l’apertura mentale di un movimento che accoglie vegani, vegetariani, flessitariani (per chi non li conoscesse, qui trovate una descrizione del tipo di dieta n.d.r.) e chiunque altro stia riducendo la quantità di alimenti di origine animale nella propria alimentazione.

È passato del tempo dalla nostra prima intervista. Come è cresciuto il movimento riducetariano in questi due anni?
Le persone che decidono di seguirci crescono di giorno in giorno, sosteniamo con entusiasmo l’espansione della community organizzando eventi, reclutando nuovi aiutanti e naturalmente attraverso il libro The Reducetarian Solution: How the Surprisingly Simple Act of Reducing the Amount of Meat in Your Diet Can Transform Your Health and the Planet ( in preordine su Amazon). Un’opportunità, in particolare, sarà l’imminente Reducetarian Summit che stiamo organizzando a maggio a New York. Inoltre, continuiamo a diffondere il nostro messaggio utilizzando agenzie stampa di rilievo, utilizzando i social media e raggiungendo vari strati della popolazione grazie al supporto degli influencer.

Quali obiettivi si pone il Reducetarian Summit?
Il nostro obiettivo è quello di fare in modo che gli individui, le organizzazioni, le comunità e le società lavorino per ridurre sistematicamente il consumo di carne nella propria alimentazione. Ci auguriamo che riunire punti di vista diversi e tecnologie provenienti da tutti gli angoli del mondo ci aiuterà a creare un sistema alimentare più equo, compassionevole e sostenibile. Lo scopo è quello di unire il movimento degli ambientalisti, degli animalisti, degli esperti di salute umana e di tutti coloro che credono nella causa.

Raccontami come hai strutturato l’evento. Ci saranno workshop, incontri, laboratori?
Arriveranno relatori di alto profilo e moderatori influenti. Abbiamo in programma workshop, sessioni di break-out, tavole rotonde e tante opportunità di networking.Ci aspettiamo la partecipazione di oltre quattrocento attivisti solo tra studenti, filantropi, innovatori e influencer. Molti pasti e spuntini saranno offerti dai nostri sponsor.

Gli speaker del Summit provengono da associazioni molto importanti come Slow Food Usa, Meatless Monday e Greanpeace. Come sei riuscito a coinvolgerli?
Invece di essere concentrati sui dettagli che non ci fanno andare d’accordo, abbiamo scelto di concentrarci su quello che ci lega. Insieme siamo più forti e possiamo imparare gli uni dagli altri. Siamo davvero soddisfatti di avere dato vita a partnership con queste associazioni. Non vedo l’ora di vedere riunite tante persone che hanno aderito al movimento per ragioni diverse tra loro.

Il documentario Cowspiracy ci ha consentito di comprendere come funziona realmente l’industria globale della carne e ha sollevato importanti questioni etiche. L’hai visto?
Cowspiracy è un documentario incredibile che ci consente di aprire gli occhi sul problema del benessere degli animali, sulle questioni ambientali, l’inquinamento e la salute. Devo dire che i fatti e le informazioni presentate al suo interno sono certamente rilevanti e chiarificatrici, ma il nostro movimento si concentra sull’idea che ogni cambiamento incrementale sia degno di celebrazione e quindi ci sforziamo di essere comprensivi verso tutti coloro che riducono le proteine animali in qualunque modo essi siano in grado di fare.