Siamo circondati da un numero esorbitante di specie vegetali, alcune le notiamo appena. Mentre camminiamo lungo una strada o in un parco calpestiamo inevitabilmente svariati esemplari di piante. Foglie, foglie, foglie ovunque, dalle forme più disparate e dalle mille sfumature di verde. Ma da dove vengono tutte queste piante? Magari da un altro pianeta.

Da bambino pensavo che la migliore idea per colonizzare un nuovo pianeta fosse quella di piantarci delle piante, così avrebbero riempito di ossigeno quel mondo inospitale rendendolo vivibile. L’Agenzia spaziale europea sta studiando da una decina d’anni il comportamento delle piante in assenza di gravità (A decade of plant biology in space). L’idea di popolare un nuovo mondo è legata a doppio filo alla possibilità di coltivare su altri pianeti. Al Chelsea flower show del 2007 una progettista ha tentato di immaginarsi un’ipotetica immersione in un giardino maziano (600 Days with Bradstone). Ci avrà visto giusto? I giardini di una futura colonia marziana saranno fatti così? Le agenzie spaziali stanno elaborando serre che possano produrre cibo per una possibile colonia marziana. Il primo giardino terrestre molto probabilmente si sviluppò da un primordiale orto: innanzitutto l’umanità ha pensato a saziarsi per poi passare a stupirsi. Forse il destino dell’uomo è essere anche questa volta un mezzo, il vettore per la diffusione delle piante nel sistema solare.

L’idea di popolare un nuovo mondo è legata a doppio filo alla possibilità di coltivare su altri pianeti.

From outer space

E se le piante arrivassero da altri mondi per colonizzare la terra alla ricerca di risorse? E se questa colonizzazione fosse avvenuta all’incirca mezzo miliardo di anni fa? Ci siamo sbizzarriti a popolare mondi fantascientifici di piante dotate di movimento, affamate e senzienti (i trifidi de L’invasione dei mostri verdi). Ci siamo appassionati a osservare il legame simbiotico tra gli abitanti di Pandora e il mondo vegetale che li circonda (Avatar). Ma abbiamo completamente dimenticato di osservare la ricchezza botanica lungo la strada che percorriamo ogni giorno. Di afferrare la complessità del viaggio che alcune specie hanno dovuto intraprendere per diventare comuni su tutto il pianeta. Della rete di contatti interspecifici che una pianta riesce a instaurare nel corso della sua vita. Sì, forse proprio ora mentre scrivo, mi accorgo dell’alienità delle piante e di quanto insignificanti e strani possiamo sembrare noi ai loro occhi. Per quanto riguarda i loro piani per il futuro riguardo a noi e al pianeta Terra, è difficile dirlo, ma comunque farò attenzione a dove metterò i piedi.

 Se vuoi conoscere le 10 curiosità che ho scritto sulle piante, le trovi qui.

Questo articolo è stato scritto da Francesco Vanotti, alias Plantula. Per conoscermi meglio, leggete la scheda autore che trovate qui sotto e visitate il mio sito. Vi aspetto!