Tornata da una vacanza all’estero, ha smesso di fare la spesa nelle grandi catene di distribuzione. Ha detto “basta” alle file alla cassa, alla ricerca infernale di un parcheggio, alla schiavitù del marketing che ci impone cosa acquistare. Pur vivendo a Roma, Elena ha scelto la filiera corta dei Gas, i prodotti sfusi, l’autoproduzione, la sostenibilità. La cosa bella è che nonostante lei abiti in una grande città e le sue abitudini abbiano subito un cambiamento radicale, è così soddisfatta di sé che non tornerebbe più indietro, neanche sotto tortura.

Hai vissuto due anni senza supermercato. Com’era la tua vita da consumatrice prima della svolta?
Diciamo che era una vita da consumatrice modello! Sono sempre stata molto affascinata dal consumo, dall’usa e getta, dal superfluo. Penso di aver provato tutti gli shampoo presenti sul mercato: per capelli lisci, ricci, anticrespo, brillantezza, anticaduta, volume… tutti! La corsia del supermercato per l’igiene personale era la mia preferita, ci passavo una vita. Ma anche nelle altre non scherzavo… Mi sono sempre lasciata molto affascinare dalle pubblicità, dalle confezioni, dagli sconti, senza mai chiedermi cosa ci fosse dietro.

Fai la spesa tramite i Gruppi di Acquisto Solidali (Gas), passi a recuperare la merce che ti procurano gli startupper di Kalulu o dell’Alveare che dice Sì e compri ingredienti sfusi portandoti da casa i contenitori. Non è impegnativo?
Per niente! Compilo un foglio Excel o un ordine online e quando ritiro la cassetta è già pronta: niente file, niente parcheggi, niente ricerche tra le corsie. Se faccio tardi è perché mi fermo a parlare con qualcuno che incontro: un produttore, un altro gasista, un compagno di acquisti, ma è sempre un piacere ritardare per questi motivi. Quando il giovedì sera vado a ritirare la spesa all’Alveare Millepiani, Felipe mi viene incontro con un bicchiere di vino, la mia cassetta è già pronta sul tavolo, nel cowrking c’è odore di frutta o di pane e c’è sempre qualche produttore ansioso di raccontare il proprio lavoro. Ecco la mia spesa… Avrei impiegato lo stesso tempo tra le code di un supermercato e in fila a una cassa, ma quanto sarebbe stato più triste?

Grazie ai gruppi d’acquisto, all’assenza di imballaggi e di intermediari quello che acquisto spesso mi costa di meno che al supermercato, ma la qualità è migliore.

Hai fatto il conto di quanto si risparmia all’anno?
In realtà no. Quando è iniziata quest’avventura non pensavo che dopo un anno mi avrebbero intervistato su questo, quindi non mi sono segnata niente. Ma di certo ho risparmiato tanto. Senza supermercato sono diminuite le scelte, ma anche le esigenze quindi compro meno cose. E già questo è un risparmio. Grazie all’autoproduzione poi tanti prodotti ora me li faccio da me. Per esempio il brillantante, l’anticalcare, l’ammorbidente: basta avere in casa dell’acido citrico e il gioco è fatto. Grazie ai gruppi d’acquisto, all’assenza di imballaggi e di intermediari quello che acquisto spesso mi costa di meno che al supermercato, ma la qualità è migliore. In questo post per esempio, ho messo a confronto la mia spesa con quella di un noto supermercato e come si può vedere non c’è partita!

Ti sei documentata in qualche modo prima di smettere di frequentare i supermercati? Hai letto qualche intervista illustre o qualche saggio autorevole che ti ha dato delle informazioni sulla rotta da prendere?
No. Da un po’ di tempo avevo iniziato un percorso di cambiamento: avevo messo in discussione molte cose nella mia vita, avevo smesso di fumare, avevo iniziato a informarmi sulle conseguenze delle mie scelte alimentari. Dall’interesse per la mia salute sono passata a quello per l’ambiente, ho conosciuto persone interessanti da cui ho imparato tantissimo, mi sono avvicinata al mondo della decrescita, ho letto tantissimi libri, ma nessuno specifico sulla spesa. Più che altro è stato un susseguirsi di fortunate coincidenze e incontri stimolanti, reali e virtuali. E così è stato tutto molto più naturale di quello che si potrebbe immaginare da fuori.

Ho detto addio al supermercato, ma non vivo da eremita in una grotta sperduta, quindi volente o nolente io e la società dei consumi conviviamo quotidianamente.

Scegliere di consumare meno e meglio per amore di se stessi e dell’ambiente può bastare a generare dei cambiamenti effettivi nella società? So che hai rivolto la stessa domanda  a molti personaggi che gravitano attorno al mondo della decrescita..
Diciamo che tutti coloro che si mettono in discussione prima e in cammino poi condividono questo pensiero… l’unica cosa che possiamo fare è cambiare noi stessi. “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo!” diceva qualcuno. Ma anche senza scomodare Gandhi, credo davvero che l’unico modo per cambiare qualcosa sia prenderci la responsabilità delle nostre azioni e della nostra vita. Dai gesti più piccoli e insignificanti – come fare la spesa o salutare con un sorriso – possono nascere grandi cambiamenti. Provare per credere!

Non c’è nessun prodotto che pur essendo poco sostenibile fai fatica a non comprare più?
Ho detto addio al supermercato, ma non vivo da eremita in una grotta sperduta, quindi volente o nolente io e la società dei consumi conviviamo quotidianamente. Quello che provo a fare da due anni a questa parte è una spesa più responsabile, ho imparato a leggere le etichette, a abbandonare i prodotti nocivi per la salute e per l’ambiente. Oggi sono consapevole che ogni volta che apro il portafoglio e pago decido chi favorire e chi boicottare. Per questo cerco di fare acquisti in maniera ponderata, senza rivolgermi alla grande distribuzione organizzata a vantaggio dei piccoli produttori, del chilometro zero, di chi rispetta il pianeta, le persone e i lavoratori. Tutto qui. Potrei fare di più? Certo che sì!

Proprio in questi giorni è uscito il mio libro Vivere senza supermercato e mi piacerebbe approfittare dell’occasione che mi si è presentata per girare un po’, conoscere produttori e realtà sostenibili, raccontare storie legate al consumo critico, all’alimentazione sana, a stili di vita buoni.

Non c’è un’abitudine che fai fatica ad abbandonare?
In realtà dopo due anni le mie abitudini sono diventate queste. Alla fine le abitudini non sono altro che comportamenti che si ripetono di continuo e che quindi diventano collaudati, inconsci. Ora mi sembrerebbe strano entrare in un supermercato! Anche perché cambiando abitudini la mia vita è migliorata parecchio… oggi farei fatica a tornare indietro.

Hai in mente qualche altro progetto da lanciare nel prossimo futuro?
Proprio in questi giorni è uscito il mio libro Vivere senza supermercato e mi piacerebbe approfittare dell’occasione che mi si è presentata per girare un po’, conoscere produttori e realtà sostenibili, raccontare storie legate al consumo critico, all’alimentazione sana, a stili di vita buoni. Ci sono tante persone là fuori che camminano controcorrente, sfidando il sistema e i luoghi comuni, per percorrere strade diverse, più solidali, sostenibili e rispettose degli altri e del pianeta. Vorrei conoscerle.

Sul tuo blog si trovano molti consigli pratici su come preparare detersivi home made. Oltre a Stefania Rossini e Lucia Cuffaro hai qualche altro autore di riferimento da consigliarci sul tema del risparmio e dell’autoproduzione?

No. Stefania Rossini e Lucia Cuffaro sono state due grandi maestre oltre che due vere amiche. Le ho conosciute entrambe proprio all’inizio di questa avventura, a gennaio 2015 circa e devo dire che è anche grazie a loro che questa sfida si è rivelata così semplice e divertente. Oltretutto, a parte la loro indubbia bravura nell’autoproduzione, credo siano davvero persone eccezionali che hanno messo a disposizione i loro saperi e le loro esperienze gratuitamente e con gioia. E questo lo ammiro tantissimo. Non credo ci possa essere crescita senza condivisione e io grazie a loro sono cresciuta tantissimo.

Porterai avanti il tuo obiettivo anche per tutto il 2017?
Certo! Anzi, voglio migliorare ancora. Ormai non è più un obiettivo, è uno stile di vita.