La libertà secondo Silvano Agosti. Chi conosce quest’uomo non ha certo bisogno di presentazioni. Per tutti gli altri, sappiate che vi trovate di fronte a un genio, a un artista, a un poeta, ma soprattutto a un anarchico autentico e brillante, di quelli che non si trovano tanto facilmente in giro.

Ho scoperto la sua esistenza intorno ai quindici anni. Dopo avere letto “Un uomo” di Oriana Fallaci andai alla Biblioteca Sormani di Milano a cercare materiale (non c’era Google!) su Alekos Panagulis, eroe della resistenza greca e compagno della giornalista fiorentina. Fu allora che mi imbattei in “Altri seguiranno”, il documentario girato da Agosti su di lui. L’intervista è un po’ lunga, ma dà degli spunti interessanti e su così tanti temi che non potevo in alcun modo tagliarla.

Innanzi tutto, come sta?

Bene, io da circa cinquant’anni sto benissimo.

Mi fa piacere, grazie per la disponibilità. Inizio subito con la prima domanda. Alla fine del 2008 ha scritto al Ministero dei Beni Culturali chiedendo di proclamare ufficialmente gli esseri umani “Patrimonio dell’Umanità”, ( a proposito, la petizione è qui) ma la sua richiesta non è stata accettata

Come? Chi gliel’ha detto che non è stata accettata?

Ho letto sul suo sito che la sua petizione è stata rifiutata perché non rispettava alcune norme

No, è tutto falso. La verità invece è che dopo tre anni mi hanno risposto che l’elemento che avevo descritto non era incluso nelle loro liste, ma nel 2001 le Nazioni Unite e l’Unesco avevano già nominato l’essere umano patrimonio dell’umanità, ma senza chiamarlo come tale, ma come genoma umano. Quindi..

Però la sua richiesta specifica non è stata accettata

Non possono farlo, ma io adesso metterò sul mio sito che l’Essere Umano è già stato proclamato Patrimonio dell’Umanità perché che differenza c’è tra il definire come patrimonio dell’umanità il seme di un albero o l’albero stesso?

Sono d’accordo con lei

Sul mio sito scriverò che la loro è stata una menzogna, in quanto già sei anni prima che io lo chiedessi, l’essere umano era stata proclamato patrimonio dell’umanità come genoma umano. Scriverò anche che tra un po’ uscirà un mio piccolo libro intitolato “Le settantasette ragioni che mi hanno spinto a chiedere che l’essere umano venga proclamato patrimonio dell’umanità”.

Bene, quando uscirà?

Presto, tra neanche venti giorni. Al massimo un mese.

La poligamia fa schifo come la monogamia. Infatti la poligamia non è che la moltiplicazione della mostruosità dell’esistenza trascorsa nella monogamia. Non si affitta il proprio corpo, non si vende il proprio corpo.

Lei ha recentemente dichiarato in una intervista che “uno degli aspetti della nostra cultura è quella di farci credere che sia l’unica, invece è solo la peggiore”. Non salva proprio nulla?

No, assolutamente nulla, purtroppo. L’unica cosa che si salva sono i bambini fino ai quattro anni. Per il resto, tutto è una cosa lontana dall’accettare e celebrare la preziosità di ogni essere Umano. Non c’è nulla a favore dell’essere Umano, è tutto a favore dello Stato che neppure esiste, mi dici dove abita lo Stato? A chi ci si deve rivolgere per comunicare con lo Stato? Al Bidello o al Presidente della Repubblica? Per l’essere umano non c’è nulla. Tra l’altro, tra pochissimi anni qualcuno dovrà finalmente rivelare a tutti che non ci sarà più, per nessuno, la possibilità di lavorare.

Sì, l’ho sentito dire

E allora è chiaro che il Governo o lo Stato, pur non esistendo, dovrà dare casa e cibo gratuiti a tutti.

Lei è proprio convinto che succederà questo? Glielo chiedo perché il dibattito a riguardo è acceso

L’alternativa è questa. O ci nutrono, o ci ammazzano. Ma ammazzare sei miliardi di persone non è proprio così facile. Inoltre i loro esperti in economia, che sono delle persone spesso asservite ai grandi poteri, quindi piuttosto ignobili, dimostreranno che costa meno nutrirli i sei miliardi e mezzo di esuberi, di ex lavoratori o impiegati, di ex condannati a morire di fame, costa meno dare a tutti casa e cibo gratuito che ammazzarli e quindi forse non li ammazzeranno.

Fanno di tutto per fare in modo che le persone dicano: “Ma in fondo questa catena che mi tiene prigioniero mi impedisce anche di andare per strada, così non mi ammazzano”.

Ma questa prospettiva della fine del lavoro non potrebbe rivelare dei risvolti positivi? Non potrebbe essere un modo per iniziare a coltivare i propri desideri? Lo aveva detto lei qualche tempo fa in una intervista a Radio Deejay: “se la gente vivesse non sotto gli obblighi, ma secondo i desideri il mondo sarebbe straordinario”. Se il lavoro non ci sarà più le persone saranno costrette a usare il loro tempo libero per prendersi cura di sé

E’ vero, ma potrebbe e dovrebbe essere già così da circa centocinquant’anni, ma non è così perché c’è l’economia e l’economia è lo scudo che difende i mostri che gestiscono il mondo e consente loro di esistere. L’economia è una scusa per riuscire a negare tutto all’essere Umano.

Quando non ci sarà più il lavoro come farà l’economia a gestire il mondo? A un certo punto le persone si troveranno faccia a faccia con se stesse

No, no, no. Dovranno fruire degli immensi guadagni che gli Stati accumuleranno attraverso le macchine. Le macchine producono e perché gli esseri Umani devono morire solo perché le macchine risultano più brave di loro a produrre?

Ma quindi l’umanità non ha speranza?

Certo che c’è speranza. Gliel’ho detto prima. O danno la casa e il cibo gratuiti a tutti o li ammazzano! Inoltre, io nel 1970 ho fatto un film “NP Il segreto”. Da allora sono trascorsi ben quarantacinque anni. In questo film ho raccontato tutto quello che sarebbe accaduto dal 1970 al 2029 e sempre in questo film si spiega che, alla fine, il dilemma è questo: cosa ne facciamo di questi sei miliardi di persone che abbiamo costruito come macchine da lavoro ora che ci sono le macchine che le hanno sostituite? Se uno usa la logica del potere che dice: le diligenze non ci sono più perché adesso è stato inventato il treno a vapore, allora le diligenze spariscono, verranno distrutte. Se ne conserveranno una o due. Negli stessi termini il potere dirà: i lavoratori non avranno più valore, non servono a nulla. O rispettiamo la loro umanità non più come lavoratori, impiegati o servi ma come esseri Umani oppure li dobbiamo ammazzare. Un conto però è ammazzare dei lavoratori, degli impiegati e dei servi un conto è ammazzare degli esseri Umani.

A proposito di lavoratori, in una intervista lei ha dichiarato di lavorare tre ore al giorno

Due ore al giorno! Sì, ogni essere Umano potrebbe in cambio di casa e cibo offrire alla comunità due ora di volontariato al giorno. Perché no? E chi non lo farebbe?

Ecco, non pensa che si potrebbe ragionare sul valore che lei dà al concetto di lavoro? Dopo tutto, l’operosità può essere anche un piacere, mentre lei parla di lavoro come se fosse qualcosa che non si può fare altro che subire

Perché su sei miliardi di persone cinque lo subiscono in modo a volte atroce. Quando il lavoro è solo manuale, lavorando magari quattordici ore al giorno e prendendo due euro all’ora. Poi ci sono alcune centinaia di migliaia che fanno della attività, ma quello non è lavoro. Insegnare non è un lavoro, dipingere non è un lavoro. Io parlo del lavoro produttivo, quello che gli uomini e le donne facevano nelle fabbriche e che non fanno più da almeno vent’anni ormai. Non incontrerai più nessuno che fa gli stessi tre gesti per dodici ore al giorno, anche perché la macchina è più brava.. Allora, siamo nelle mani di mostri e i mostri non ragionano, i mostri divorano e basta. Sono di una spietatezza assoluta. Bisogna che il maggior numero di persone possibile sappia. Noi tutti forse siamo alle soglie di un nuovo genocidio, come quello della Shoa. Pensa solo se allora fosse esistito qualcuno che come me, che vent’anni prima aveva fatto un film sui cosiddetti campi di lavoro, trasformati più tardi in campi di sterminio, che venivano chiamati ancora campi di lavoro, dove però dalle docce non usciva l’acqua ma un gas micidiale che si chiamava Zyclon B. Forse dovremmo trovare qualche milione di persone che chiede alla Rai di mettere in onda, alle nove di sera, il mio film “Il segreto” e parla solo di queste cose che ora stanno per accadere. È stato concepito nel 1970.

Ho letto molti commenti critici sui social in risposta a queste sue affermazioni. Molti scrivono che lei è un privilegiato perché altrimenti darebbe molto più valore ai soldi e a come guadagnarli

Vuole una risposta? Agosti viene da una famiglia di una indigenza assoluta. È il sesto figlio di una famiglia di veri e propri morti di fame. Ha conosciuto le scarpe ad anni dodici, ho conosciuto il bagno ad anni quindici, ha conosciuto l’acqua corrente in casa ad anni quattordici. Quindi più morto di fame di noi, come origini, non c’è nessuno. Sono scappato di casa a diciassette anni per andare a vedere la casa dove era nato Charlie Chaplin. Ma vedi, spesso purtroppo le persone difendono i loro macellai, i loro torturatori.

Ho una compagna da quarantacinque anni, ma non l’ho mai umiliata dicendole: “tu sei mia moglie”. Nel dirle che volevo condividere la vita con lei le ho procurato una casa, sempre senza denaro, e un lavoro. Lei ha la sua vita che è meravigliosa, ci incontriamo ogni giorno come se fosse la prima volta da quarantaquattro anni.

Lo so bene

Figurati che c’è ancora gente, in Italia, che dice che Mussolini era una brava persona dopo che lui ha prodotto ottanta milioni di morti, tra cui dodici milioni di bambini. Ha consegnato un Paese completamente distrutto e ancora c’è gente che dice: “Eh, però, ha sbagliato solo perché ha fatto la guerra”. Addirittura a Roma circola questa leggenda metropolitana che dice che io ho aperto un cinema perché ho una nonna miliardaria… Sai che sono responsabile di una sala cinematografica che si chiama Azzurro Scipioni e che si trova in via degli Scipioni 82 a Roma? Ecco, è un cinema dicono bellissimo. L’ho organizzato senza usare denaro. Non ho avuto bisogno di denaro semplicemente perché non lo uso. Certo, lo uso per comprare le patate, per non andare la negozio con la pecora intorno al collo, ma altrimenti non lo uso. Bene, la leggenda metropolitana sostiene che io avrei questo cinema perché ho una nonna miliardaria. Mia nonna è morta che io avevo quattro anni e mezzo, era un’alcolista, era una miserabile anche lei… Capisci che è difficile orientarsi in un mondo che difende i propri carnefici?

Io non sono femminista, io sono a favore della vita. Il femminismo è l’equivalente opposto del maschilismo

A questo proposito lei ha affermato che non ci si libera dalle catene che ci rendono schiavi per paura

Non è solo una questione di paura, è che la catena e il guinzaglio danno un senso di sicurezza. Perché il mondo ti viene descritto come una congregazione di assassini e di stupratori, i telegiornali non fanno altro che fare la lista degli stupri, degli omicidi, dei femminicidi. Fra poco si inventeranno gli infanticidi. Fanno di tutto per fare in modo che le persone dicano: “Ma in fondo questa catena che mi tiene prigioniero mi impedisce anche di andare per strada, così non mi ammazzano”.

Ma lei ce l’ha una strategia per superare questa paura che ci rende schiavi?

A una donna direi subito: “purtroppo devi capire che la prigione più orribile nella quale sei stata messa è la monogamia”. Se tu da oggi capissi che il dialogo corporale ha lo stesso valore, anzi un immenso valore in più del dialogo verbale, cominceresti a capire che fare l’amore è, prima di tutto, una cosa da imparare. Non è che uno può fare la musica se non l’ha mai suonata, poi è una cosa da praticare… Perché non è che uno può fare i concerti se non suona mai. E allora questa donna che impara a fare l’amore a raggiera, a 360 gradi, facendo l’amore esattamente come dialoga.. Metti che incontri uno per strada che ti dice una cosa interessante e tu gli parli, oppure ne incontri uno che ti dice una cosa stupida e non gli parli, vai avanti. Invece questa galera oscena della monogamia fa in modo che le donne, intorno all’età di venticinque anni, vengano portate in uno stato di indigenza assoluta, non hanno niente. Allora cominciano a pensare di trovare l’uomo della loro vita, ma in realtà stanno cercando di trovare un appartamento, una lavatrice, un televisore e un paio di ciabatte. Se una donna vuole fare una grande rivoluzione deve liberalizzare la propria tenerezza, liberalizzare la propria sensualità, il proprio amore.

Non vale anche per gli uomini?

Assolutamente sì, ma gli uomini hanno l’optional delle prostitute.

Mi fa piacere saperla femminista

Io non sono femminista, io sono a favore della vita. Il femminismo è l’equivalente opposto del maschilismo, una cosa obbrobriosa, ma è interessante, è un po’ una lotta per avere anche voi le catene. Dite: “Ma come, i maschi hanno le catene e noi no?”.

Non so se sia proprio così

No. Te lo dico io che è così, poi tu fai quello che ti pare, a tua volta difenderai i tuoi carnefici.

silvano-agosti-tuttoebello-intervista

©screenshot tratto dal video di Anima TV girato il 13 novembre 2015 durante la conferenza di Agosti alla libreria Gruppo Anima di Milano in cui presentava il suo libro “Lettere dalla Kirghisia”

A proposito di vita, la sua vita appare molto semplice e serena. È sempre stato così?

Sì, assolutamente sì, da quando sono scappato di casa. Prima non potevo perché avevo quattro catene. Una era la povertà, anzi, la miseria. L’altra era la scuola che è una realtà spesso disumana una cosa a volte oscena, praticamente era la discriminazione razziale. Scappato di casa mi sono ritrovato così, io da solo e il mondo. Pensa che meraviglia.

Un conto è “La Pietà” di Michelangelo, un conto è un attaccapanni. Metti che uno usasse “La Pietà” come attaccapanni.. Questo è esattamente quello che fanno gli Stati attualmente con gli esseri umani.

È stata una bella esperienza?

Sì, poi scappando di casa ho cancellato tutte le norme perché le norme ti proibiscono tutto, perché ti rendono normale. Allora tu hai il desiderio di fare l’amore con qualcuno e non puoi farlo perché c’hai già il fidanzato. La norma quasi sempre ti frega. Poi io, dopo aver ricacciato le norme, mi avviavo con il mio zainetto e sacco a pelo verso l’autostrada per fare l’autostop, sono andato a Londra per vedere la casa dove era nato Charlie Chaplin che era l’unico adulto che stimavo. Durante quel viaggio ho sviluppato quattro regole. Primo. Non lavorerò più di due ore al giorno, piuttosto muoio. Seconda regola. Non umilierò mai una donna trasformandola in una moglie. Ho una compagna da quarantacinque anni, ma non l’ho mai umiliata dicendole: “tu sei mia moglie”. Nel dirle che volevo condividere la vita con lei le ho procurato una casa, sempre senza denaro, e un lavoro. Lei ha la sua vita che è meravigliosa, ci incontriamo ogni giorno come se fosse la prima volta da quarantaquattro anni. E a casa sua io non sono mai andato se non mi invita lei. Quarantaquattro anni fa le ho detto: io non verrò mai a casa tua a meno che tu mi inviti perché se lo facessi, anche una sola volta, tu non potresti più sentirti veramente libera perché diresti: “magari dopo arriva Silvano”. Io non arriverò mai, a meno che tu non mi inviti. Tornando alla regole, la terza regola diceva: “Non penserò mai che esista davvero lo Stato e che possa fare qualcosa per me”. Io con lo Stato ho avviato da subito un rapporto di estraneità assoluta. Non mi interessa minimamente che esista, che faccia, che legiferi. Ne faccio volentieri a meno da almeno oltre mezzo secolo. Io più che pensare allo Stato preferisco pensare una Comunità organizzata.

E la quarta?

La quarta è la più bella. Dice: “adesso che sono libero voglio vivere in modo tale che se tutti vivessero come me, il mondo sarebbe un paradiso”.

Ah, è una regola kantiana!

No, silvana o tutt’al più spinoziana!

La vecchiaia invece è esattamente, come dice Shakespeare, una seconda infanzia nella quale riaffiorano tutte le meraviglie della prima infanzia e cioè che la persona è in grado di rispondere a tutte le domande, come faceva fino a quattro anni di età.

A proposito di vita e di filosofia, lei ha conosciuto Osho in persona e ha girato un documentario su di lui. Che idea si è fatto sulla sua persona e sulla sua filosofia di vita?

Mi sono fatto l’idea che fosse un essere umano, la stessa idea che tu ti faresti di me se venissi qui. Di una persona libera che non si faceva influenzare da nulla e da nessuno, che sapeva finalmente ciò che ogni essere umano ignora e cioè qual era il suo immenso valore. Perché tu ignori il tuo immenso valore, sei una ragazza, una donna come ce ne sono tante e bla bla bla.. Invece no, lui era ben lontano da non rispettare in se stesso il carisma di divinità, quello che c’è in tutti gli esseri Umani; io questo essere Umano lo chiamo “capolavoro”, il massimo capolavoro che la Natura ha concepito in milioni di anni . Un conto è “La Pietà” di Michelangelo, un conto è un attaccapanni. Metti che uno usasse “La Pietà” come attaccapanni.. Questo è esattamente quello che fanno gli Stati attualmente, usano gli esseri umani come ragionieri, mariti, direttori, studenti, figli, insegnanti, artisti, operai, Papi eccetera eccetera Insomma riducendo il capolavoro umano a un essere rinchiuso e prigioniero in un ruolo.

Non si è mai riconosciuto nella filosofia di Osho?

Assolutamente no. Gli avrei fatto un torto. Riconoscersi nella filosofia di un altro significa non avere formulato una propria visione del mondo. Allora cosa faccio? Prendo in affitto un’altra visione del mondo? Non è possibile. Se tu leggerai un mio libro che si chiama “Il ballo degli invisibili”, sono novantadue romanzi di due pagine e mezza l’uno. In ognuno c’è una visione del mondo, ecco perché li chiamo romanzi, sono romanzi bonsai. Ti do anche una dritta. Questa sera, essendo giovedì, io faccio una trasmissione, la faccio da molto tempo, si chiama “Salvo5PuntoZero”. Basta che tu digiti su Google “Salvo Mandarà” e ti viene fuori. Dura un’ora, puoi anche formulare una domanda e poi ascolti. Ho già fatto settanta ore. Trovi anche i podcast.

Nel post intitolato “Giornata mondiale sulla salute mentale” ha scritto che il termine “vecchiaia” andrebbe cambiato. Cosa la disturba del termine? Secondo lei dovremmo chiamarla “longevità” o “seconda infanzia”

No, non ho mai detto longevità, anche se è carino!

L’ho letto sul suo sito..

Sì, anzianità, ma la vecchiaia è un termine dispregiativo. Una cosa è vecchia, allora la butti. La vecchiaia invece è esattamente, come dice Shakespeare, una seconda infanzia nella quale riaffiorano tutte le meraviglie della prima infanzia e cioè che la persona è in grado di rispondere a tutte le domande, come faceva fino a quattro anni di età. Provaci. Fai delle domande a dei bambini..Ma tornando a quello di cui stavamo parlando prima, tu mi hai chiesto come si può fare a uscire dalla paura, io te l’ho detto, ma tu non lo farai.

Si riferisce alla liberalizzazione della poligamia?

No, affatto! La poligamia fa schifo come la monogamia. Infatti la poligamia non è che la moltiplicazione della mostruosità dell’esistenza trascorsa nella monogamia. Non si affitta il proprio corpo, non si vende il proprio corpo. Si adopera, si usa bene, come si usa la bocca. Tu non puoi affittare la tua bocca e mangiare il cibo per un altro. Tu devi capire che il tuo corpo è una meraviglia e questa meraviglia la devi offrire. A tutti. A tutti quelli che ti fanno nascere un desiderio, ma tu non avrai mai questo desiderio. Se sei monogamica, dirai “no, no. Ho già il marito, il figlio”. Tu l’hai mai visto un mio film che si chiama “D’amore si vive?”.

Ecco. Per quel film ho intervistato settemila persone in tre anni. Solo quelle sette persone che hai visto avevano qualcosa da dire sul tema della tenerezza, della sensualità e dell’amore.

Lei è innamorato?

Per carità. Io sono in amore. È un’altra cosa. Io non ho mai interrotto un solo rapporto d’amore in tutta la mia lunga vita, avendo vissuto in molti e diversi Paesi ne posso aver avute alcune centinaia e non ne ho mai interrotto uno. Ma perché interromperli? Da quando ho capito che quando un amore finisce in sostanza ti comunica che non è mai esistito. Capisci come è meschina la gestione di queste cose? Prova a dire a tutti gli uomini che ti fanno la corte anche se hai il compagno: “va bene, fammi una carezza” e dalla carezza tu capisci se sono degli esseri umani o se sono dei maschi che, dopo la carezza, ti mettono subito la mano sulla passerina. E tu gli dirai: torna quando sei in grado di fare una vera carezza. Hai capito? Così si fa, e basta. Senza dire le battute standard come quella che mi hai detto prima, cioè che sei soddisfatta, che sei compiuta perché hai il fidanzato.

Non le ho detto che sono compiuta perché ho il fidanzato

Quanti anni hai?

Quaranta

Ecco, a quarant’anni per avere un quadro ormonale armonico avresti bisogno di tre orgasmi alla settimana, minimo. Forse ne avrai tre in un mese.. ammesso che tu li abbia. E poi bisogna verificare se davvero tu li abbia o se semplicemente consenti a lui di provare un po’ di piacere col tuo corpo.

Se tu non liberalizzi il tuo corpo, puoi fare quello che vuoi, puoi anche leggerti Leopardi, ma rimarrai sempre a metà strada.

Ci rifletterò. Passiamo all’ultima domanda. Deve sapere che io e lei abbiamo una grande passione in comune, quella per l’eroe anarchico Alekos Panagulis di cui scoprii l’esistenza a quattordici anni leggendo il romanzo che gli dedicò Oriana Fallaci. In quel periodo vidi anche il documentario “Altri Seguiranno” che lei girò in sua memoria. Non la turbarono le posizioni anti islam della giornalista fiorentina negli anni precedenti alla sua morte?

Le sue dichiarazioni non mi hanno turbato perché non è cambiata in niente, come tu non cambi in niente pur avendo il fidanzato. La Fallaci, secondo me, era una donna disperata. Ha pensato che se concupiva un eroe come Panagulis che, di sicuro, non faceva mai l’amore… Non lo poteva fare perché gli avevano inserito nel pene, come lui rivela descrivendo nel mio film le torture subite dai suoi carcerieri che gli infilavano un’asticella di ferro nel pene e poi l’arroventavano. Puoi immaginarti come poteva fare l’amore…

Quella fu una delle numerose torture che Panagulis ha subito

Sì, che ha subito otto ore al giorno per tre anni. Puoi immaginarti come era conciato. Io purtroppo ho incontrato la Fallaci due volte, la prima volta l’ho incontrata a casa di Panagulis quando sono andato lì rischiando la vita. Ho rischiato la vita tre volte per fare quel documentario perché in Grecia c’erano ancora i Colonnelli. L’ho incontrata lì e lei mi era sembrata veramente una donna di una disperazione assoluta. Calcola che io ero appena uscito dal portapacchi di un taxi, ero andato in Grecia clandestinamente. A un certo punto ho sentito che lei parlava in italiano e le ho detto: ”ah, ma sei italiana anche tu!”. E lei con una freddezza da militare mi ha detto: “Mi dia del lei”. Capisci? Poi l’ho incontrata un’altra volta, quando le ho detto: “Alekos è morto, ho fatto un documentario su di lui” mi ha risposto: “Ah, sì ma non mi interessa”. Secondo te, una che ama un uomo che è morto e le dicono “Ho fatto un documentario su di lui”, risponderebbe “non mi interessa”? Era una donna disperata, ma anche tu forse lo sarai dopo aver vissuto quotidianamente per vent’anni con il tuo compagno. Se vuoi sapere davvero il segreto della mia vita..

Me lo dica

È stato da subito la liberalizzazione del mio corpo. Se tu non liberalizzi il tuo corpo, puoi fare quello che vuoi, puoi anche leggerti Leopardi, ma rimarrai sempre a metà strada. Rimarrai sempre una cittadina che deve dire: “Sì, signore”, e ringraziare chi ti offre dieci euro al giorno per il lavoro. Poi avrai la consolazione di avere due o tre figli e che ti chiameranno “mamma”. Ma tu non sei solo mamma, tu sei Cinzia. Devi dirglielo, se avrai dei figli, di non chiamarti mamma dagli otto anni in poi. Devi dirgli: Perché mi chiami sempre “mamma”? D’ora in poi la famiglia nucleare ti starà stretta, è ora che tu entri nella tua vera famiglia che è di sette miliardi di esseri, tra i quali ci siamo anche io e il tuo papà, chiamami Cinzia così io posso tornare ad essere anche per te “una donna”.

Questa però, mi scusi, è la libertà che ha trovato lei. Per qualcun altro la libertà può essere un’altra cosa

Ah, certo! Perché secondo te ci sono diverse libertà?!

Penso che ognuno trovi la sua..

Certo, uno trova una lampadina e pensa che sia il sole… E dice “Ah, che bel sole!”. Ma non è il sole, di sole ce n’è uno. Di libertà ce n’è una sola.

Grazie, mediterò sulle sue parole

Non ti serve a niente il solo meditare, devi farti toccare dal maggior numero di esseri viventi e basta. Da mani rispettose, naturalmente. Questa è l’unica speranza dell’umanità. Non che quella sia la cosa più importante, per carità! Non che l’acqua sia la cosa più importante che c’è nell’universo, ma se non bevi muori. Hai capito? Io ti ho indicato la tua acqua. La tua acqua fresca e buona. Quelle mani essendo diverse tra di loro tolgono le energie negative e ti danno le energie positive, altrimenti forse ti sentirai sempre un vuoto dentro anche se hai un compagno. Scusa, eh. Io to ho detto la mia piccola verità e te l’ho detta tutta.

Grazie ancora, questa intervista è stata un regalo

E poi mi raccomando, metti l’intervista anche su Youtube, la nuova civiltà è quella on line e poi tutte le donne hanno il diritto di sapere quello che ti ho detto. E tutte inorridiranno come sei inorridita tu i primi trenta secondi, poi dopo poco a poco hai cominciato a schiuderti…