A proposito di consapevolezza alimentare, tra i miei buoni propositi per il 2017 c’è quello di scegliere le materie prime con più cura. Leggete cosa c’è dentro una classica torta alle ciliegie comprata al supermercato. Viene solo voglia di prepararla in casa, con gli ingredienti migliori che esistano o di comprarla unicamente in pasticcerie di cui conosciamo la professionalità.

Grazie a Francesco Vanotti Plantula (curatore della sezione Erba Alta) per la condivisione su Facebook (nel senso che lo sto pubblicando io qui sul blog, ma è tutta farina del suo sacco!):

(tratto da Il suolo un patrimonio da salvare di Claude e Lydia Bourguignon – Slow Food, Collana Terra Madre, Giunti Editore 2002)

* forse la ricetta è un po’ datata, sono passati 14 anni dalla prima edizione del libro, ma secondo me rimane ancora molto valida per molti prodotti.

Storia della pasta

La farina:
I semi di grano sono stati coperti con un fungicida prima della semina. Durante la coltura il grano ha ricevuto da 2 a 6 trattamenti di pesticidi e a seconda degli anni, un trattamento ormonale per accorciare gli steli ed evitare così l’allettamento e una rilevante dose di concimi : 240 chili di azoto, 100 chili di fosforo, 100 chili di potassio per ettaro. Nel silos dopo la raccolta i grani vengono suffumicati con tetracloruro di carbonio e bisolfito di carbonio, poi irrorati di clopirifosmetile. Per la macinatura, la farina riceve cloruro di nitrosile, poi acido ascorbico, farina di fava, glutine e amilasi.
Il lievito:
È trattato con un silicato di calcio e l’amido è sbiancato con permanganato di potassio.
I corpi grassi:
Ricevono un antiossidante come idrossitoluene di butile e un emulsionante tipo licitina.

Storia della crema

Le uova:
Provengono da un allevamento industriale in cui i polli sono nutriti con mangimi contenti antiossidanti (da E300 a E311), aromi, emulsionanti come alginato di calcio, conservanti come l’acido formico, coloranti come la capsanteina, agenti leganti come in lignosulfato e infine degli oressizzanti come il glutammato di sodio per permettere loro di ingurgitare tutto il resto. I polli ricevono inoltre antibiotici e in particolare anticoccidi. Prima dell’essiccazione, le uova ricevono emulsionanti, agenti attivi di superficie come l’acido colico e un enzima per estrarre lo zucchero dalla chiara.
Il latte:
Proviene da un allevamento industriale in cui le vacche ricevono un’alimentazione ricca di prodotti chimici: antibiotici l’E712 o l’E714, antiossidanti come l’ascorbato di sodio (E301), l’E307, il butilidrossitoluene (E321) o l’E324, emulsionanti come l’alginato di propilene-glicole (E496), conservanti come l’acido acetico, l’acido tartarico (E334), l’acido propionico (E280) e i suoi derivati (da E281 a E284), composti azotati chimici come l’urea (E801) o il diuredoisobutano (E803), agenti leganti come lo stereato di sodio, coloranti come E131 o E142 e infine oressizzanti come il glutammato di sodio per permettere loro di mangiare tutto ciò.
Gli oli:
Sono stati estratti con solventi come l’acetone poi raffinati per azione dell’acido solforico e dopo la lavatura a caldo, neutralizzati con la lisciva di soda, decolorati con il biossido di cloro o il bicarbonato di potassio e deodorizzazione a 160 gradi centigradi con cloruro di zinco. Infine sono stati ricolorati con curcumine.
La crema:
Una volta ottenuta riceve aromi e stabilizzanti come l’acido alginico (E400).

Storia delle ciliegie

I ciliegi hanno ricevuto durante la stagione da 10 a 40 trattamenti di pesticidi a seconda degli anni. Le ciliegie sono decolorate con l’anidride solforosa e ricolorate in modo uniforme con l’acido carminio o l’eritrosina. Sono immerse in una salamoia contenente solfato di alluminio e, una volta estratte, ricevono un conservante come il sorbato di potassio (E202). Sono infine spalmate con uno zucchero proveniente da barbabietole che, come i grani, hanno ricevuto la loro dose di concimi e pesticidi. Lo zucchero è estratto per defecazione con calce e anidride solforosa, poi decolorato col sulfoxilato di sodio, raffinato con il norite e con alcol isopropilico. Infine è azzurrato con blu antrachinonico.

Non ci rimane che augurarvi buon appetito.