Cibo sano a Milano? La premessa è d’obbligo, se fossi più ricca e meno pigra farei la spesa solo da Natura Sì, attraverso i Gas o direttamente dal contadino. Se avessi un pezzo di terra, coltiverei felicemente frutta e verdura. La verità però è che abito in una grande città e la mia spinta a mangiar sano si scontra con il mio indiscutibile senso pratico. Il risultato? So che potrei fare molto di più, ma da tempo faccio quello che posso, senza patemi, ma con soddisfazione.

Mi piace mantenermi in salute, conoscere e valutare gli ingredienti dei cibi che acquisto e da qualche mese ho detto basta alla spesa fatta solo nei grandi supermercati, ci vado quando non posso farne a meno per ovvie ragioni di sopravvivenza e di convenienza. Dalla mia esperienza ho capito alcune cose, per esempio che mangiare bene senza rimetterci lo stipendio è possibile, ma bisogna organizzarsi molto bene, per esempio facendo una sapiente lista della spesa che contempli un generico menù mentale della settimana e che riduca gli sprechi fin dall’origine. Qui potete trovare dei consigli sensati in proposito, anche se la visualizzazione della pagina è terribile. Per orientarmi nella scelta degli alimenti mi affido al medico epidemiologo Franco Berrino e al divulgatore scientifico Marco Bianchi. Potranno non piacere a tutti, io però li adoro. Per mangiare “bene” mi attengo alle “linee guida della Fondazione Veronesi per una sana alimentazione” che trovate in fondo a questa pagina. Quando ho dei dubbi chiedo consiglio anche alla mia amica Ilaria che, oltre a essere una bravissima pediatra, è anche un eminente dottore in nutrizione.

Sono vegana? No, sono opportunista

Non mi definisco vegetariana, né vegana e neppure riducetariana perché come ho già scritto da qualche parte le etichette mi stanno strette. Seguo un’alimentazione prevalentemente vegana: non compro mai né carne né salumi, di rado il pesce e acquisto pochi latticini e uova. Le ragioni sono etiche e salutistiche, ma non faccio della mia scelta una religione. Mi capita (molto raramente) di mangiare della carne o del pesce quando sono ospite dai miei genitori, da parenti o da amici per un motivo molto semplice. In quei momenti il rispetto per chi mi ha accolto e ha cucinato per me ha il sopravvento sul rispetto che ho per gli animali. Un caro amico mi definisce affettuosamente “opportunista”, nel senso che mangio carne e pesce quando lo ritengo opportuno, ma questa è la mediazione con la realtà a cui sono arrivata nel tempo e che mi fa stare in pace con me stessa.

La mia regola d’oro per risparmiare? Acquistare cibi poco elaborati

Acquisto prodotti confezionati (anche se vorrei comprare tutto da Mamma Natura o da Biosballo per limitare gli imballaggi), ma evito quelli elaborati. Non compro i preparati per torte, i minestroni da frigo, le merendine, l’insalata in busta. Sono tutti prodotti carissimi se li confrontiamo con i loro corrispettivi freschi o fatti in casa. Mi sembra che l’industria ci abbia facilitato notevolmente la vita, ma ci abbia reso anche un po’ stupidi (se volete il parere di un’antropologa a riguardo, lo trovate qui). Non siamo più capaci di riprodurre delle ricette banali, le compriamo già pronte. Lo yogurt al gusto frutta, per esempio, non è che yogurt a cui è stata aggiunta una purea zuccherata. Cinquant’anni fa si comprava lo yogurt bianco e gli si aggiungeva della frutta fresca, oggi invece lo fanno in pochi, eppure sarebbe molto più economico e sano. Io cerco di cucinare alimenti “base” come i legumi secchi che poi cucino in pentola a pressione. Faccio la pizza in casa con lievito secco naturale. Vado al mercato, dove trovo il 60% del cibo che consumiamo a casa. Sabato scorso ci ho comprato peperoni, pomodori,  zucchine, carote, cipolle di Tropea, fagiolini e ho fatto il pieno ciliegie, prugne, pesche, albicocche e melone. Al mercato spendo circa 40 euro alla settimana. Acquisto frutta e verdura di stagione, meglio se italiana. Per non sbagliarmi chiedo a mia madre (da cui ho imparato moltissimo di quello che so) o vado su Il calendario dell’orto.

Farina integrale e riso sardo perché è buono

Al supermercato prendo le farine per la polenta, per fare la pizza e per i dolci. Le scelgo tendenzialmente biologiche, il più possibile integrali ed evito la farina 00 e la Manitoba perché sono eccessivamente raffinate (non lo dico io, lo dicono Bianchi e Berrino). Il cioccolato e il caffè li acquisto spesso al Commercio Equo e Solidale e compro rigorosamente pasta di grano duro perché la sua tenuta è eccezionale rispetto alle concorrenti più economiche. L’estate scorsa ho portato a casa dalle vacanze parecchi chili di riso di tipo Carnaroli, integrale e Venere direttamente da una riseria dell’oristanese: quando posso, come in questo caso, compro alimenti di cui conosco direttamente il valore. Qualche settimana fa, al mercato agricolo dei Navigli che organizzano da Cargo, ho acquistato del riso piemontese biologico che si è rivelato eccellente. Per un certo periodo ho tentato anche di acquistare – per variare il menu’ – pasta integrale o realizzata con farina di lupino, avena, lenticchie e mais, ma il mio compagno non ha gradito affatto la novità e ho rinunciato. L’unica variante al grano ammessa in casa sono i pizzoccheri (che contengono un’ottima percentuale di grano saraceno, almeno nella ricetta tradizionale di Teglio): li cuciniamo in versione super leggera, certamente meno saporita di quella valtellinese.

“Indovina chi viene a cena” is the new “Report”

Il mio compagno sostiene che io sia un tipico esempio di “reportariana” perché mangio solo alimenti non toccati dalle inchieste di Milena Gabanelli. Effettivamente non mi sono praticamente mai persa una puntata di “Indovina chi viene a cena”, la trasmissione di Sabrina Giannini che il lunedì sera su Rai3 precedeva Report, che si occupava esclusivamente di alimentazione e che tornerà il prossimo autunno. Tra i tanti modi che ho scelto per prendermi cura di me c’è quello di scegliere con attenzione i prodotti che metto in tavola. Ogni tanto temo qualche deriva ortolessica, ma tendenzialmente mi sembra di aver trovato un buon equilibrio alimentare.

Voi invece cosa mettete nel carrello? Come fate la spesa e dove? Siete onnivori? Vegetariani? Vegani?

Photo via ©Visualhunt